De Vinosalvo | Santàrio
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Santàrio

 

SCHEDA TECNICA
LINEA VINI CLASSICI

 

 

Denominazione: Maremma Toscana D.O.C. Shiraz

Alcol: 14.5 %

Vitigno: Syrah 100%

Vigneto: Porrona (Cinigiano) – impianto policlonale non-irriguo di 3 selezioni Syrah ENTAV su portainnesti 420A, cordone speronato, 5500 viti/ha.

Terreno: franco limoso argilloso sopra calcare

Vinificazione: raccolta a mano, fermentazione a temperatura controllata in acciaio inox con estrazione mediante rimontaggi e déléstage, pressatura con torchio idraulico tradizionale, un breve passaggio in certe annate in tonneaux di rovere francese non-nuove. 12 mesi di riposo in bottiglia prima della messa in commercio.

Quantità di vino prodotto: bottiglie 2500

Appunti dell’enologa –Color rosso violaceo carico, con bei riflessi rubini. Un’esplosione di aromi di frutti neri – sambuca, mora di gelso e ciliegie morello – sfumata da note di eucalipto e di viole. Palato intenso caratterizzato dai sentori di mammole, di cioccolato e dallo speziato con note di pepe. Corposo e strutturato con acidità decisa. Persistenti in bocca il carattere dolce—speziato di bacche di ginepro e la caratteristica nota sapido-garrigue. Gradevoli tannini granulari completano la chiusa.

Abbinamenti: arrosti di carne rossa, cacciagione, formaggi erborinati.

 

Guide e Premi:

  • Guida Luca Maroni: 93 punti
  • Guida Veronelli: 90 punti
  • Decanter Asia Wine Awards Medaglia d’Argento

 

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A PROPOSITO DEI NOMI

Ario fu il nome con cui una suora toscana birichina di Caldana battezzò il nostro caro nonno di famiglia, proclamando che un bambino cosi angelico avrebbe sicuramente bonificato quel nome da ereticaccio. E così è stato, anche se quel nome gli ha procurato non pochi guai nel corso della sua lunga vita. E’ stato lo stesso caro dolce Nonno Ario a portarci in terra di Cinigiano all’inizio della nostra avventura, così lo abbiamo voluto onorare dando il suo nome alla nostra prima etichetta, beatificandolo in Sant’Ario nel solco della più irriverente delle tradizioni Cinigianesi.

L’ometto vestito di azzurro nell’etichetta (tratto da un dipinto di Levan Mosiashvili) raffigura il vignaiolo della regione caucasica, culla della vitivinicoltura – nella sua veste tradizionale.